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Napoli-Bari: partiti i nuovi lavori per l’Alta Velocità

 

Avviati il 30 ottobre, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e dei Presidenti delle Regioni Campania e Puglia, i cantieri delle opere civili necessarie al potenziamento infrastrutturale e tecnologico dell’itinerario Alta Velocità/Alta Capacità Napoli – Bari.

In particolare le opere civili saranno realizzate nel comune di Acerra (Napoli), la nuova viabilità stradale in località Gaudello, e nel comune di Dugenta (Benevento), il nuovo cavalcavia e la viabilità stradale funzionale alla definitiva eliminazione del passaggi a livello di via Calabroni. Si tratta della prima fase degli interventi programmati; da ottobre 2016 saranno poi aperti i principali cantieri.

L’itinerario AV/AC Napoli – Bari/Lecce/Taranto, inserito nella rete Trans European Network (TEN-T), consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud-Est, in particolare la Puglia e le province più interne della Campania, con le direttrici di collegamento al Nord del Paese e con l’Europa e, a opera completata, la riduzione dei tempi di viaggio sarà molto significativa: solo tre ore fra Roma e Bari, contro le attuali quattro, e due ore fra Napoli e Bari, rispetto alle attuali tre ore e 40 minuti.

Durante l’incontro il commissario straordinario di Governo e amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Michele Mario Elia, ha illustrato la tempistica dei lavori sottolineando la necessità del continuo confronto con gli Enti locali interessati e ha ricordato che  l’asse ferroviario Napoli - Bari riveste  un ruolo fondamentale per lo sviluppo del Mezzogiorno poiché connette due aree che da sole raggiungono una quota di oltre il 40% della produzione di mercato nel Meridione.

“Il potenziamento del sistema ferroviario al Sud è diventato una realtà - ha poi affermato il Ministro - Per la nuova linea ci attendono alcuni anni di lavoro che porteranno occupazione al Sud. Questo perché il Mezzogiorno deve essere la nuova parte avanzata dell'Italia verso i Paesi in via di sviluppo. Se non cresce il Sud, non cresce l'Italia”. 

Il costo complessivo dell’opera è stimato in circa 7,1 miliardi di euro e avrà un impatto sociale molto significativo in termini di ricaduta occupazionale; solo per i primi interventi, infatti, è stimato l’impiego medio di 2.200 uomini/mese, di cui 2mila occupati nella realizzazione delle opere e 200 nell’indotto.